Penso spesso ai miei amici e ai loro pensieri, penso a come interagiscono e a come superano gli ostacoli. Ci sono quelli più forti che passano sopra tutto e ci sono quelli più deboli forse, che preferiscono perdere piuttosto che fare un torto ai loro cari. E allora penso alle relazioni, che vanno e vengono come i treni nelle stazioni. Penso al tempo che impiega un'amicizia a perdersi o semplicemente a raffreddarsi. Tre minuti, tre giorni, è un attimo. Tutto scorre via e si sa che pur mantenendo un civile saluto nulla sarà mai come un tempo, e si sa anche che sono vane le promesse di vedersi o di riprendere a frequentarsi. Nessun caffè sarà mai bevuto, nessuna cena sarà mai consumata, nessuna sigaretta sarà mai fumata.
Mi conforta però pensare al mio amico come una fortezza, come un tetto stabile ed indistruttibile, perchè è così che l'abbiamo costruito, dove mi potrò sempre andare a rifugiare quando ne avrò bisogno o quando avrò paura. O quando semplicemente avrò voglia di sentirmi protetto.
E allora proseguo il mio cammino, un po' più solo, ma sapendo che ci saremo un giorno.
Perchè è così, dico bene? Ci sarai?
Io sì.
Mi conforta però pensare al mio amico come una fortezza, come un tetto stabile ed indistruttibile, perchè è così che l'abbiamo costruito, dove mi potrò sempre andare a rifugiare quando ne avrò bisogno o quando avrò paura. O quando semplicemente avrò voglia di sentirmi protetto.
E allora proseguo il mio cammino, un po' più solo, ma sapendo che ci saremo un giorno.
Perchè è così, dico bene? Ci sarai?
Io sì.