lunedì 22 gennaio 2007

The Final Countdown/Manuale d'Amore

Ed eccomi quì, seduto sul divano con le gambe incrociate a guardare l'orologio e a contare le ore e i minuti che ancora separano me da Sergio. Ebbene sì, domani mattina all'alba partirà, sarà quì nel pomeriggio e io non sto più nella pelle. Ho bisogno che mi stringa come lui sa fare e che mi poggi la testa sulla spalla come faceva quella maledetta sera del primo gennaio sulla terrazzina del Gloss. Ho in mente un sacco di cose; voglio fargli conoscere la mia vita, voglio fargli conoscere Milano e quell'angolino bello là dietro che mi piace tanto, e anche quel muretto dove mi siedo sempre da solo a fumare una sigaretta e penso, voglio portarlo con me in motorino magari di notte e voglio ridere, voglio ridere con lui talmente tanto e talmente forte che mi farà male la pancia e mi scenderenno le lacrime dagl'occhi... Non vedo l'ora di rivedere quel sorriso...


Oggi sono andato al cinema con Albi. Abbiamo visto "Manuale d'Amore 2". Davvero un bel film, mi è piaciuto tanto e anche ad Alberto. Una bella colonna sonora, travolgente, una bella sceneggiatura e delle belle storie che mi hanno fatto sorridere e troppo spesso pensare se vero o no che tutti i tempi vengono. Sarà buffo o stupido, forse tutti e due, ma mentre il film andava io mi chiedevo chissà chi sarà mai la persona che sposerò...

lunedì 15 gennaio 2007

M.S.N.

Qual'è il limite oltre il quale non si può andare? Me lo chiedo spesso. Ecco, io quel limite l'ho passato e me ne pento perché sento come di aver bruciato qualche tappa e credo che ne brucerò ancora molte, è sempre stato così. Mi sono perso dei pezzi, ho sempre preferito passare al livello successivo come quando giocavo ai videogiochi, usavo trucchi e soluzioni per passare direttamente l'ultimo livello. E ora credo di essermi spinto troppo oltre con Sergio. Lo conosco da così poco, anzi non lo conosco ancora e già ci si scambiano promesse e paroloni che mi fanno paura ma che allo stesso momento mi innalzano a tre metri da terra. Tutto si sta rivelando troppo facile, troppo bello e io sono già al di là del limite.
Entro domenica Sergio si trasferirà a Milano e quello che voglio è solo stare con lui, voglio conoscerlo, voglio guardarlo negli occhi, voglio ridere e piangere con lui, voglio sentire che c'è. Voglio che mi prenda la mano e che appoggi la sua testa sulla mia spalla quando siamo al cinema, voglio essere orgoglioso di mostrarlo al mondo, voglio sentire il suo profumo, voglio fare l'amore con lui e voglio che mi stringa quando ne ho bisogno. Voglio troppe cose tutte insieme come sempre, devo imparare ad ottenere tutto più gradualmente ma quando sento la sua voce ogni freno va a puttane.

giovedì 4 gennaio 2007

My Boo

Finiscono le vacanze e si ritorna a casa. Bene o male è sempre così, solo che a volte è più difficile accettare che qualcosa di bello finisca o che comunque rimanga in sospeso in attesa di un nuovo giorno. Beh, il rientro a Milano di ieri è stato davvero difficile. Troppe le emozioni vissute in così pochi giorni, troppi i ricordi, troppi i fotogrammi impressi a fuoco nella mia mente. Tutto troppo ancora adesso ormai a due giorni di distanza dall’ultimo bacio di Sergio. Mi viene difficile cercare solo di rimettere insieme i pezzi di questi 4 giorni passati a Roma almeno adesso quando ancora il cuore batte forte e tutto il resto è ancora caldo. Sergio è l’unica cosa a cui riesco a pensare. Mi offusca la mente, mi annebbia la vista. Ogni più piccolo ricordo di lui e dei momenti passati insieme mi attraversa la memoria alla velocità di un treno e mi fa restare immobile con gli occhi di un bambino incredulo e inerme di fronte agli 880 km che ci separano. Ricordo come mi ha guardato la prima volta dall’altro lato della strada con occhi pieni di felicità e paura, ricordo il primo bacio e la prima stretta al cuore, in un tremore generale di gambe e mani. Ricordo il pomeriggio passeggiando da soli per mano tra le vie del centro di Roma, tra un gelato, un pezzo di pizza e le scale di un portone al 91 di non so più che vicolo proprio dietro la fontana di Trevi. Ricordo l’attesa del suo arrivo la notte di capodanno e la voglia irrefrenabile che entrambi avevamo di rincasare. Ricordo la prima notte dell’anno passata con Sergio, stretti l’uno all’altro, passata a baciarci, a stringerci, a coccolarci, a farci promesse e a confidarci i segreti più intimi, mentre la luce del giorno entrava dalla finestra, tra una foto e una sigaretta illuminati solo da una lampada rossa a forma di cuore e il dolce momento dell’addormentarsi stretti che senti ogni piccola mossa, ogni respiro e ogni gemito che ti fanno stare bene. Ricordo il giorno dopo com’era bello e dolce anche con i miei amici. Ricordo che sarei potuto restare ore immobile a fissarlo mentre articolava un discorso e nel modo in cui si muoveva nel farlo. Ricordo la cena tutti insieme e la serata triste al Gloss. Triste perché era l’ultima volta che saremo potuti stare insieme, l’ultima volta che avrei visto il suo sorriso e i suoi occhietti belli incantarsi insieme ai miei. E ricordo ieri, in viaggio tornando a Milano, ancora frastornato e stonato dal pensiero di essermi in un qualche modo legato a lui anche se non fisicamente, che fumavo senza sosta e ripensando alla mia vita per cercare di ricordare se in passato mi ero mai sentito così. La risposta è no e la cosa mi spaventa ma mi riempie di gioia allo stesso tempo. Tra tre settimane lo rivedrò e sinceramente non vedo l’ora di stringerlo e di rivedere quello sguardo che tanto mi piace.
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"Che per quegli occhi dolci posso solo stare male, e quelle labbra prenderle e poi baciarle al sole, perché so quanto fa male la mancanza di un sorriso, quando allontanandoci sparisce dal tuo viso e fa paura tanta paura, paura di star bene, di scegliere e sbagliare, ma ciò che mi fa stare, bene ora sei tu amore, e fuori è buio, ma ci sei tu amore, e fuori è buio."