lunedì 31 dicembre 2007

31.12

Ultimo post dell'anno, sto cucinando per la serata. Lasagne e cotechino sono ciò che porterò. Gli altri porteranno molto altro e sarà tutto perfetto. Una bella serata sarà, tra amici, con l'amore mio bello, e poi tutti via, di corsa pronti per un'altra notte plastica, l'ultima dell'anno o la prima di quello nuovo, dipende da come la vuoi vedere.

Il 2008 sarà bello e lo dovrà essere almeno la metà di quanto magnifico è stato questo 2007 che se ne sta andando tra risate e sigarette fumate al freddo. Tra sguardi e sesso consumato in fretta, tra bicchieri di troppo e ore passate ad aspettare una telefonata. Tra chi ti vuole bene e tra chi non vorrebbe vederti mai più. Ma tutto passa, come il 2007 sta facendo, e quindi basta chiudere gli occhi, stringere la mano di chi ami ed esprimere un desiderio guardando il cielo. Perchè tutti abbiamo diritto ad una seconda occasione, e io vorrei che il 2008 lo possa essere per tutti noi.

Ho appena ricevuto un sms di auguri da un'amica molto saggia che stimo molto. Mi ha lasciato un pensiero per il nuovo anno e vorrei fartelo leggere: "Ama come sai, ama come vuoi, ma non dimenticarti mai di amare".

Io quest'anno ho conosciuto i miei limiti, ho imparato ad amare e a lasciarmi amare. E tu?

Buon Anno Nuovo!

mercoledì 28 novembre 2007

Crash

Vorrei parlarti per giorni interi, vorrei vederti ridere e ridere guardandoti. Vorrei tenerti la mano, voglio farlo davanti al mondo. Voglio continuare a sentirti vivo in me come non ho mai smesso di fare, voglio bruciarmi toccandoti, voglio sentire l'odore forte di te quando mi addormento.
Vorrei scrivere di te, amore mio, di ieri notte. Vorrei scrivere di noi, del fuoco, di tutto il bello che abbiamo, ma non riesco. Perchè è vero che a volte l'amore brucia l'anima.

mercoledì 21 novembre 2007

XYZ

Diabolicamente affascinante la mente umana. Macchina spugnosa, che ruba e che taglia. Vedo teste intorno a me e vedo sguardi, vedo comportamenti e vedo i frutti di ciò che macchiniamo.
C'è chi preferisce ammettere un errore dimostrando coraggio e c'è chi preferisce fare quello che non ne vuole sapere quando invece muore dalla sete di notizie. C'è quello che sorride sempre non si sa perchè e poi ci sono quelli là. Gli ultimi. Quelli che passano la vita offrendo la posa migliore, elemosinando scatti che nessuno mai immortalerà.

Tutto scorre senza un senso preciso, è il bello della diretta direbbero in televisione. Ma queste non sono nè prove nè prove generali. E di bello non c'è proprio un bel niente. Se cadi hai due possibilità: o ti rialzi nel giro di un secondo e cerchi un'uscita oppure decidi di restare dove stai perchè in fondo essere mediocri e vivere col culo per terra è facile e comodo. Non costa nulla, non devi faticare, nessuno si aspetta nulla da te, non devi dare nessuna giustuficazione. Anzi è più facile apprezzare un mediocre per il suo non essere, perchè dici: poverino, non è colpa sua! Eccola. La pietà. Ci sta sempre bene, non stona mai e va sempre di moda.
Sta tutto nell'istinto, nel fiuto che possiedi. Più facile a dirsi che a farsi ma in fondo è vero, è sempre così. O la va o la spacca.

mercoledì 7 novembre 2007

REW/FF

Bella giornata oggi, non era troppo freddo e c'era il sole. Sono arrivato in anticipo al lavoro, cosa rara. Mi sono commosso vedendo una nonna che comprava così in anticipo i regali di Natale per i suoi nipotini, aveva paura che poi fosse troppo tardi e non voleva rischiare di non trovare più quello che loro desiderano tanto. Ho fatto un tuffo a cuore aperto nel passato e mi sono ricordato di com'era bello avere la nonna. La Mia. Quella che era prima amica e poi nonna, sempre dalla mia parte. Quella che se n'è andata troppo presto, quella che mi voleva tutto per se, quella che non vedeva l'ora del venerdì per potermi rapire dai miei genitori per interi weekend. Quella che ha lottato il suo male con tutte le forze possibili pur di trovare il tempo di stare con me. Ma come diceva sempre, tutti i tempi vanno e tutti i tempi vengono. Ed è proprio così.

Domani non lavoro, posso dormire un po' di più e sono felice di essere a casa in questo momento, ci sono stato così poco ultimamente. Mi sono accorto che mia madre mi tratta come se me ne fossi già andato. Le manco già adesso. Sono un apolide ma sono anche come Linus che non molla mai la sua coperta. La "coperta di sicurezza" senza la quale ha paura.

Oggi ho scoperto di avere una nuova canzone preferita. L'ho trovata per caso sullo space di una bionda lontana con cui ho una passione in comune. Non so nulla sulla cantante. So solo che si fa chiamare Uffie, credo si pronunci "uffi" e mi fa ridere. E' una parola che dico spesso, parola buffa, onomatopeica, efficace. La canzone si chiama First Love.


"...You were the section of my magazine/You blew my mind like no one other human can/You were the only one I could ever speak/This secret language between us and the sheets/You made my mind and body so hot/You sent this wild child into a lady by night/And when I met you long ago I was so alone/My heart was beating so fast I had to write this song/And it goes/You make me feel so beautiful/It's like the sun is always shining when you are in control/You are my Mr. Mystery and there's no way I can explain the way that you make me feel/And when you left me out this day/I though you will come back anyway/I love it when you whisper in my ear/You say the sweetest things that I wanted to hear/I never though I could feel this way/And when I leave you in the morning I think of you all day..."

Ciao Uffie!

giovedì 25 ottobre 2007

Freddo

Penso spesso ai miei amici e ai loro pensieri, penso a come interagiscono e a come superano gli ostacoli. Ci sono quelli più forti che passano sopra tutto e ci sono quelli più deboli forse, che preferiscono perdere piuttosto che fare un torto ai loro cari. E allora penso alle relazioni, che vanno e vengono come i treni nelle stazioni. Penso al tempo che impiega un'amicizia a perdersi o semplicemente a raffreddarsi. Tre minuti, tre giorni, è un attimo. Tutto scorre via e si sa che pur mantenendo un civile saluto nulla sarà mai come un tempo, e si sa anche che sono vane le promesse di vedersi o di riprendere a frequentarsi. Nessun caffè sarà mai bevuto, nessuna cena sarà mai consumata, nessuna sigaretta sarà mai fumata.
Mi conforta però pensare al mio amico come una fortezza, come un tetto stabile ed indistruttibile, perchè è così che l'abbiamo costruito, dove mi potrò sempre andare a rifugiare quando ne avrò bisogno o quando avrò paura. O quando semplicemente avrò voglia di sentirmi protetto.
E allora proseguo il mio cammino, un po' più solo, ma sapendo che ci saremo un giorno.
Perchè è così, dico bene? Ci sarai?
Io sì.

mercoledì 24 ottobre 2007

Cambiare pagina

Sono cambiate molte cose. Nuovi avvenimenti, nuovi passi, un nuovo inizio.

Un nuovo lavoro, nuovi volti da guardare e nuove abitudini. Mi piace.
L'estate se n'è andata e ha portato via con se il caldo. Sento l'aria fredda della sera. Mi emoziona.
Nuova musica nelle mie orecchie, nuove speranze. Torno a credere. Mi sento umano.
La fiducia si riprende il suo posto, ormai abitato da troppo dalla diffidenza. Mi fa stare meglio.
L'amore si evolve in qualcosa di più onesto e sincero, matura e dico grazie. Mi rigenero.
Mi sono disintossicato dalle negatività esterne. Mi sento più leggero.
Rivedo in me quello che ero. Sono cresciuto.
Capisco di cosa ho bisogno, finalmente. Non ho rimorsi. Sono libero.
Ho ripreso a dormire serenamente. Avevo dimenticato cosa volesse dire. Sono felice.

Buonanotte.

giovedì 4 ottobre 2007

Dedicato a chi capisce quando il gioco finisce

Maria Catena attendeva paziente il turno per la comunione, quella domenica Cristo in croce sembrava più addolorato di altri giorni. Il vecchio prelato assolveva quel gregge da più di vent'anni dai soliti peccati, Cristo in croce sembrava alquanto avvilito dai vizietti di provincia.
Primo fra tutti il ricorso sfrenato al pettegolezzo imburrato, infornato e mangiato quale prelibatezza e meschina delizia per palati volgari, larghe bocche d'amianto fetide come acque stagnanti.
Cristo in croce sembrava più infastidito dalle infamie che dai chiodi.
Maria Catena anche tu conosci quel nodo che stringe la gola, quel pianto strozzato da rabbia e amarezza, da colpe che infondo non hai e stai ancora scontando l'ingiusta condanna nel triste girone della maldicenza. E ti chiedi se più che un dispetto il tuo nome sia stato un presagio.
Maria Catena non seppe reagire al rifiuto del parroco di darle l'ostia e soffocò nel dolor quel mancato amen. E l'umiliazione secondo un antico proverbio, ogni menzogna alla lunga diventa verità.
Cristo in croce mostrava un sorriso indulgente e quasi incredulo.
E stai ancora scontando l'ingiusta condanna nel triste girone della maldicenza. E ti chiedi se più che un dispetto il tuo nome sia stato un presagio.

mercoledì 3 ottobre 2007

Buongiorno

Che fine ho fatto io? Col viso più rotondo ma mai pallido, meno sicuro ma più forte a volte per la grande umiltà, che dormivo sui banchi di scuola. Non trattenevo mai i nodi alla gola, che di lottare a volte ero stanco, ma per pensare avevo sempre tempo e ora no. Adesso ti guardo assente e dico: "tu non entri, tu dentro di me non entri, ora non più, non mi ferisci più!". Che stringo a tutti i costi i denti e pur di non scoprirmi mi tiro indietro un po' e ancora un po'. Luna ascoltami se da quell'angolo di altitudine ne sai di più di me. Ora stringimi non voglio perdermi ma ora non trovo più il bimbo dentro me. Che fine hai fatto anche tu? Cos'è, sei stanco ormai di dirmelo che non ci sono più? Tu che conosci con sincera umiltà la versione integrale di me, che custodisci geloso i "perché", prova a ridarmi quell'assurda ironia, la voglia matta di andare via ma tornare a casa. Ma ora ti guardo assente e dico: "tu non entri! Tu dentro di me non entri più!" E tu neanche ti ribelli, non discuti e ti rassegni aiutami! Ti prego! Luna ascoltami se da quell'angolo di altitudine ne sai di più di me. Scavalca i ponti tra mente e cuore, la soglia estrema del dolore, l'orgoglio ed il suo mare immenso. Per far capire che ci penso, che soffro per amore intenso, che gioco ancora con il vento ma non trovo più il bimbo dentro; che rido ancora senza un senso e navigo distratto e attento, ingenuo ma con la testa, o tutto o niente..o sempre o basta! E che sono qui per ritrovarmi. E chiedo aiuto a te!

lunedì 27 agosto 2007

Nuova Stagione

Oggi torna mia madre. Dichiaro ufficialmente concluse le vacanze. Rincontrarla dopo mesi è sempre un trauma non indifferente perchè non sono più abituato alla sua presenza, alle sue urla, al suo modo di gestire la casa e alle sue abitudini. Quindi oggi sarà una giornata impegnativa, soprattutto alle sei. Abbiamo appuntamento col chirurgo veterinario che ci dirà meglio che ne sarà di Vaughn. Sì perchè qualche notte fa è caduto dalla ringhiera del balcone (giusto perchè non ci facciamo mai mancare niente) volando in picchiata dal quarto piano. I medici dicono che sia un miracolo che sia ancora vivo e che non si sia rotto nulla. Però lo stomaco ha "sfondato" le pareti del diaframma schiacciando i polmoni. E quindi va operato, supereremo anche questa anche se ho paura.

Anche quest'anno sono andato in vacanza con gli amici. Le nostre vicende avevano come scenario la meravigliosa Villa Valeria - immersa nel nulla di una terra selvaggia quasi incivile - dove tutti noi abbiamo lasciato un pezzo di cuore. Quante le risate sul patio, quante le discussioni, quanti i momenti di ritrovo nei saliscendi della casa e quante le emozioni che custodirò sempre nel mio cuore. Amicizie e legami senza i quali morirei, sentimenti forti ed animaleschi ci hanno tenuti uniti anche nei momenti più difficili.

Ormai sono giorni che sono rientrato a Milano e ogni volta che lo faccio mi accorgo che l'amore per questa città penso non finirà mai. Non mi sono mai riuscito a spiegare il perchè di questo mio attaccamento viscerale per una città che non è neanche la mia. Amo Milano, il suo smog, il suo cielo, i suoi palazzi e i suoi rumori. Li sento così familiari che non potrei farne a meno. Sono felice perchè so che da qualche parte il mio cuore resterà sempre.



mercoledì 8 agosto 2007

Think

Se state leggendo è perchè il mio cellulare ce l'ha fatta, riesce a farmi navigare tramite una connessione bluetooth. Pazzesco come la tecnologia riesca a soddisfare ogni necessità umana.

Stasera ho deciso di non uscire, sentivo il bisogno di stare da solo coi miei pensieri per qualche ora. Pensavo di lasciare a Milano i problemi. Invece no, anche a 1140 km di distanza da casa mi hanno seguito e mi hanno accompagnato. A volte penso che non mi merito alcune cose ma va bene lo stesso. Fa parte del gioco.

E quindi sono quì, sul patio di Villa Valeria, immerso in una pace assoluta; sento solo il rumore del mare di fronte a me e quello dei troppi animaletti/insetti che convivono con noi in questa bellissima casa. Una pace così immensa che quasi mi mette paura. Se succedesse qualcosa nessuno mi verrebbe a salvare.





lunedì 30 luglio 2007

Stampa (ALT +R)

Il lunedì è sempre più piacevole se a precederlo c'è stato un buon weekend e lo è ancora di più se pensi che fra quattro giorni sei in vacanza. L'apice lo si raggiunge poi se al tuo risveglio c'è Lui che ti porge una tazza di caffè perfettamente zuccherato e con la giusta dose di latte. Sublime!

Ah, oggi ti ho stampato tutto. Avevo bisogno di vederti nero su bianco e di toccarti. Non mi bastava più una sola schermata luminosa sul mio pc. E così ho fatto. Ti ho stampato tutto, pagina per pagina. Ora devo decidere però che farmene di tutte queste decine di pagine. Mi serve un raccoglitore degno di te. Ti voglio bene!

sabato 28 luglio 2007

Waiting for Valeria

Mancano sei giorni alla partenza. Alla fine ce l'ho fatta ad unirmi ai miei amici. Si parte, un anno dopo, di nuovo tutti insieme, agitati e felici proprio come un anno fa. Solo che ora i legami sono ancora più stretti. Voglio che siano otto interminabili giorni di relax, tranquillità, sole, mare, spiaggia e risate. Tante risate perchè se non si ride non mi piace.
Finalmente ho saputo che la mia macchina sta per tornare, me l'hanno detto ieri. Finalmente, così posso portarla con me in vacanza, anzi è lei che porterà me, instancabile e grintosa come solo lei sa essere. Sarà una traversata lunga. Più di mille chilometri. Non ne ho mai fatti così tanti in una volta sola. Ma al mio fianco ci sarà la regina di plastica, la regina dei nostri sabato sera, sempre pronta con la frase giusta, sempre pronta a dirne una che fa sorridere, magari nel suo dialetto che è ancora più piacevole. Mi terrà compagnia, mi racconterà milioni altri dei suoi aneddoti e mi farà ridere. E poi canteremo, parleremo, mangeremo e canteremo ancora. Non vedo l'ora!
Mi porterò il pc perchè ho scoperto che lo potrò connettere ad internet ovunque sarò, tramite una connessione remota che usa il mio cellulare come modem. Fantascienza! Devo ancora capire come fare a mettere in moto tutto questo meccanismo. Ce la farò.

Purtroppo sarò lontano dal mio cuore. Mi mancherà lo so, ma me ne devo fare una ragione e non devo pensarci troppo anche perchè lui non lo vorrebbe. Lui vuole che io vada e che mi diverta. E così sarà!

giovedì 26 luglio 2007

NotYet/NotNow - MyCircus

Guardo avanti, è un cosa che sto imparando a fare piano piano, perchè alla fine non ha senso continuare a rimembrare i tempi passati e a convincersi che quelli futuri non saranno mai degni di nota come lo sono stati i primi. E quindi, stop! Domani sarà bello pure più di ieri e ieri l'altro. Dev'essere così. E quindi guardando avanti vedo me, piccolino in un mondo che non riesco a quantificare. Voglio vedere il lato positivo di ciò che mi potrebbe accadere. Un lavoro mi potrebbe aspettare, e perchè rifiutare le opportunità? Non ha senso soprattutto perchè non lascerei nulla che mi sta a cuore. Anzi potrei finalmente tornare ad addormentarmi tranquillo e a svegliarmi sereno come facevo un tempo. Ed ecco che i tempi passati ritornano ancora e pensare che ho smesso un minuto fa di dire che non li volevo più paragonare al futuro. Ardua impresa. E' tutto un circo a cui non posso fare a meno. Non posso fare a meno di un sacco di cose. L'ho capito recentemente. Non posso fare a meno della mia routine, dei miei amici, delle mie abitudini e della mia quotidianità. Faccio ancora fatica a staccarmi dalla mia città anche se solo per poco. Vorrei tenere tutto molto più sotto controllo ma non è possibile; vorrei dominare le situazioni e farle ruotare in modo che mi facciano meno male ma che comunque mi sfiorino di più. Vorrei essere più distaccato da certi momenti ma non riesco ad uscirne. Come mi ha detto una sera un amico, siamo noi la causa di tutto e finchè non la smetteremo di fare il circo equestre ogni maledetta sera sarà sempre così. Non siamo mai soddisfatti abbastanza se nelle nostre uscite non c'è almeno un bel dramma per parlarne una settimana o al contrario una gioia immensa. Perchè abbiamo questo bisogno di vivere le situazioni in modo così estremo e smodato, senza una via di mezzo? Me lo chiedo ma non so darmi risposta. Vorrei solo che tutto si ridimensionasse. Come vorrei che si ridimensionassero i miei sentimenti. Non pensavo di essere in grado di amare una persona nel modo in cui lo sto facendo. Mi sento succube di questo sentimento. Mi sento inerme e spaccato in due davanti a questo amore così spietato che mi spreme e mi spolpa fino a toccarmi nell'intimità più nascosta, e proprio quando arriva a quel punto, sento che non posso resistere e mi abbandono a lui, rimanendo senza nessun briciolo di forza. Ed è così che mi ritrovo a pensare a che ne sarà di tutto ciò. Vedo l'uscita d'emergenza davanti ai miei occhi ma rimango fermo senza voler capire in che modo la potrei usare.

venerdì 6 luglio 2007

I don't want easy

Penso di aver trovato la persona giusta, la persona che realmente sa fare uscire il vero me, e sono fiero che quella persona sia quella che corre con me ogni giorno, nel bene e nel male.
Quando sono con lui sto bene. Sto bene quando ridiamo, quando mi prende per il culo, quando sento che posso mostrarmi a lui per come sono davvero. Con tutte le mie paure e le mie insicurezze. Posso dire tutto ciò che mi passa per la testa, posso dire cose senza senso e scoppiare a ridere da solo mentre mi guarda e sorride. Lo amo perchè sa tenermi testa, lo amo quando dopo le discussioni se ne va via ma poi mi viene a cercare con quegli occhietti a cui nn so resistere.
Quando penso a noi penso al futuro, un futuro ancora lungo da costruire insieme, fianco a fianco, mano nella mano.

Ieri qualcuno mi ha detto che dietro la mia corazza spavalda si nasconde una persona stupenda, una persona che sa voler bene e che lo dimostra. Sono parole che mi fanno pensare. Pensare al perchè ancora oggi ci sia bisogno di una avere una corazza. Poi subito mi rispondo che non si vive nel mondo delle fate e che una corazza o la hai o sei spacciato. Tutto ciò è raccapricciante ma inevitabile. In qualche modo ognuno ha bisogno del suo scudo con cui difendersi. E sono convinto che nessuno - per quanto in buona fede possa essere - si dimostri al mondo per quello che è davvero. Ma non è facile!

It's not easy having a good marriage, but I don't want easy.
Easy doesn't make you grow, easy doesn't make you think.
I thank God every day that I married to a man who makes me think.
That's my definition of true love.


venerdì 29 giugno 2007

Venticinque le va bene?

Domanda cretina e spero altrettanto retorica. Credo che nella mia situazione vada bene tutto.
Non sono nelle condizioni di poter dire no e/o pretendere di più. Soprattutto perchè mi sembra stupido fare qualcosa e volerla rifare solo perchè non ha dato risultati eccellenti specialmente quando la questione in merito non mi sta particolarmente a cuore se non per nulla. Mia madre mi ha detto che il mio modo di accontentarmi di tutto e la mediocrità con cui vivo le mie giornate, le logorano l'anima. A me non sembra di essere mediocre. Ma poi sono affari miei, non vedo perchè devo per forza vedere la vita come la vedono gli altri. Io sono io e mi va bene così, mi piace il modo in cui i miei occhi e il mio cuore vedono. Riesco ad essere fiero di me stesso quando so di avere fatto il mio dovere. Vorrei solo riuscire a farlo un po' più spesso. Tutto quì.
Ma non sono mediocre!

martedì 19 giugno 2007

Non mi arrendo. (nemmeno se è davvero così)

Ora che ho visto com'è l'altro lato della medaglia, ora che ho conosciuto le mie nuove barriere e i miei nuovi limiti, mi chiedo se è giusto giocare e se è giusto pensare prima di agire.
Una volta non mi ponevo inutili domande per ogni minima situazione. Agivo e basta, senza pensare. E paradossalmente le mie azioni mi si ritorgono contro molto di più ora che non quando non erano ponderate. E allora mi chiedo se tutto ciò mi porterà avanti. Perchè è avanti che voglio andare, se no sarei un gambero. Anche se la verità è che non va mai bene, nemmeno se ci si sforza di essere migliori.
Forse per andare avanti è meglio fare qualche passo indietro, cercare di capire cosa davvero mi fa bene e cosa male. Solo che ora so cosa perdo, e io non voglio perdere. Proprio ora che ho più cognizione di causa di una volta, mi rendo conto che è tutto una merda, che non valgono le regole spiegate nei bugiardini e che non ha senso dare un peso alle azioni.
Cosa mi frena non lo so. So solo che questi freni io non li voglio perchè dentro di me so di valere molto di più di come appaio e proprio per la tempesta che ho dentro non voglio più essere solo un dipinto. Ho voglia di vivere la mia serenità, quella che ho sempre avuto. Quella che mi contraddistingueva tra milioni di persone.
Ma il gioco vale la candela in ogni caso? Non esistono scorciatoie per tornare al punto di partenza? Sono stufo di finire in prigione senza passare dal via.
Voglio liberarmi dello schifo che mi pesa sulle spalle, voglio mandare a fanculo tutto e sputare addoso alla scontentezza generale che vedo e a chi non gli basta quello che ha perchè evidentemente non sa stare al mondo e allora cerca di mettere in cattiva luce il prossimo; non mi sento nessuno per andare ad insegnare loro come si vive. E perchè mi ripeto sempre che ho vent'anni ed è forse meglio smettere di cercare di averne dieci in più.

giovedì 14 giugno 2007

Tutto per due sogliole

Brutto periodo. Non mi va di scrivere. Non mi va di fare nulla di produttivo. Ho come la sensazione di vivere una seconda volta gli errori che ho commesso l'anno scorso. Ma non voglio che sia così.
Però ho paura. Brutti pensieri mi passano la mente 24 ore su 24. Dormo male. Faccio incubi, non mi sveglio sereno. Ho bisogno di tenere la mente occupata ma il mio ritmo di vita non me lo permette. Devo cambiare. Ho troppe ore vuote che mi portano solo a vagare con la mente. Mi viene difficile anche essere felice per le cose belle che ho. E sento che questa negatività che mi porto dietro, si riflette anche sulle amicizie e su di lui. E la cosa mi fa incazzare da morire! Non riesco nemmeno a mantenere gli impegni e le promesse che prendo con me stesso.

In casa ce n'è sempre una. Non va mai dritto niente. Vaughn è tre giorni che ne combina di tutti i colori. Mia mamma mi vuole stare vicino ma non glielo permetto. Perchè nessuno mi conosce come lei, vede che c'è qualcosa che non va in me ma aprirmi con lei in questo momento mi butterebbe ancora più giù. Ci sono cose che nessuna mamma appoggerebbe. Nemmeno la mia che è sempre dalla mia parte. Poi lei ha i suoi problemi a cui pensare. Mio padre ignora tutto di me come ha sempre fatto e sempre farà. Non che mi dispiaccia.

Vivo la mia vita in funzione del weekend e del fancazzismo, non faccio nulla per ottenere qualcosa.
Mi rendo conto che mi so solo lamentare.
Così non va bene.

giovedì 10 maggio 2007

Azzurro

Più che un blog ormai questo mi sembra una specie di giornale mensile che trovi dal dentista o dal parrucchiere. E come sempre il numero che trovi non è mai quello del mese in corso ma sempre di almeno tre mesi prima. Ce la farò mai a mantenere i miei propositi e le mie promesse? L'estate è alle porte, siamo già a maggio inoltrato, il tempo vola e non aspetta nessuno. Penso a capodanno e mi sembra ieri invece sono passati quasi cinque mesi, cinque mesi stupendi ma ho come l'impressione di essermeli persi proprio per la velocità con cui sono trascorsi.


Ora sono sul mio balcone preferito, quello della cucina che da sul cortile interno. Fa un caldo tremendo, sono seduto sul pavimento e ho una maglietta di un azzurro acceso come il cielo di oggi. Vaughn è qui che dorme al mio fianco appoggiato con la sua testa alla mia gamba e a volte penso a come sarebbe bello essere lui. Penso a come sarebbe bello vivere una vita dove gli unici pensieri della giornata siano solo quelli di mangiare, dormire e farsi coccolare. Una vita senza problemi, senza brutti pensieri, senza tensioni ma soprattutto una vita che nn devi niente a nessuno e nessuno si aspetta niente da te. Sarebbe il massimo. Ma sono sicuro che non mi andrebbe bene nemmeno così. Probabilmente se fossi un gatto vorrei essere un uomo. E' come la teoria che l'erba del vicino è sempre più verde. Mi chiedo fino a che punto sarei disposto a fare cambio della mia vita con quella di qualcun'altro. E quindi in risposta alla teoria dell'erba mi verrebbe da dire che sai sempre cosa lasci ma non sai mai cosa trovi. Voglio credere che anche se la mia erba è di un verde più spento, sia in grado di dare i fiori più belli. E nella mia immaginazione il mio prato è tempestato di tulipani rossi.


Ora vado a cena da colui che mi riempe sempre di gioia e amore ogni singolo giorno in ogni singolo istante. Senza di lui oggi non saprei davvero come sarei e cosa farei. Stasera poi c'è il concerto di Beyonce. Saremo tutti là e ci divertiremo come siamo sempre capaci di fare.


Oggi mi è appena arrivata una lettera dalla banca. E' l'estratto conto del trimestre gennaio/febbraio/marzo 2007. Le uscite sono esattamente il doppio delle entrate. Non so perchè ma nella mia mente credo che debba essere il contrario. Il fatto di non saper risparmiare e di avere le mani bucate è un'altra cosa che mi contraddistingue dai miei familiari. Come vorrei essere un po più ligure come solo loro sanno essere... Così parsimoniosi in tutto. Voglio pensare che almeno i miei soldi siano stati spesi bene ma mi viene difficile farlo.

----------------------------------------------------------------------------------

I want you the right way
I want you, but I want you to want me too
Want me baby, just like I want you
I want you, the right way
Want me baby
Don't play with something you should cherish for life.

mercoledì 18 aprile 2007

Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto

Ogni volta mi riprometto di nn far passare così tanti giorni tra un post ed un altro ma puntualmente non mantengo questa promessa e i giorni passano, di certo non aspettano me. E quindi sono quì a quasi un mese dal post precedente a cercare di ricordarmi tutto. Sì perchè una delle mie piu grandi fobie è quella di perdere la memoria e allora ogni tanto ripasso velocemente tutto quello che mi succede, ovviamente solo ciò che è degno di nota, un po' perchè sono un nostalgico che ama ricordare e un po' perchè penso sempre che i periodi passati siano stati migliori e che il domani non sarà mai come ciò che è stato. Ragionamento contorto e pessimistico ma non mi importa. Bando alle ciance; ho iniziato questo post con l'intenzione di parlare dell'ultimo mese, di quello che è stato l'amore, di quello che sono stati gli affetti, le amicizie e di tutti i bei momenti che vale la pena di raccontare. Ma andiamo per ordine, mi serve un calendario.

Oggi sono più di tre mesi e mezzo che sono fidanzato, per l'esattezza oggi è il 108° giorno di me e lui insieme. Ma sono cambiate un po' di cose da quando è tornato a Milano martedì scorso. Ho avuto la paura di perderlo e questo mi ha fatto capire di quanto davvero sono innamorato e di quanto ho davvero bisogno di lui. Perchè mi fa stare bene, perchè mi dona amore e gioia in ogni attimo, perchè non è mai grigio. E perchè insieme siamo grandi. Il fatto che nn è stato assunto e che ha un affitto da pagare mi rende più protettivo e premuroso nei suoi confonti ma so quanto vale e so che un lavoro lo troverà. Amori che continuano, amori nuovi e amori finiti purtroppo. Gualandrì finalmente ha trovato il suo lui, un bel ragazzo, biondino, bello, simpatico ma soprattutto vivo e intraprendente. Spero che possano passare bei momenti insieme. Se lo meritano entrambi. Finita invece la storia di Malù, e mi dispiace. Ma lui è forte, ne ha passate di peggio e sta andando avanti come meglio può. Alba invece è sempre lì, non si capisce nè dove nè come, cosa le frulli per la testa. Faccio davvero fatica a capirla a volte, vedo la nostra amicizia sempre meno chiara e limpida. Prima o poi mi occuperò di questo legame, ora non mi va. Mi mancano la mia Popina, la mia Picia, e la mia compare del liceo. Le vedo sempre troppo poco e mi dispiace. Per me loro però rimarranno per sempre le migliori, le più belle, quelle che comunque andrà saranno sempre mie amiche. Io ci sarò sempre per loro e loro saranno ci saranno sempre per me.

A Pasqua sono andato anche io al mio "paese natale". Tra virgolette perchè in me non sento nessun legame verso quella terra come poco sento il mio legame verso i miei parenti e la mia famiglia. Mi chiedo sempre perchè tutti i miei amici sono così legati alla loro famiglia e io invece non sento nessun particolare attaccamento alla mia. Un po' mi dispiace e me ne sono reso conto il giorno di Pasqua che l'ho passato da solo a Milano, che poi tanto solo non ero perchè sono stato da Manuel e ho pranzato con la sua famiglia, così bella e rumorosa, così accogliente che ti fa sentire parte di loro. E lì mi si è stretto il cuore e mi sono chiesto perchè anche la mia famiglia non è come la sua. Mi sono venute in mente tutte le festività passate dall'altro capo del mondo, senza i nonni, gli zii, i parenti, senza un albero di Natale e senza uova da aprire. Ma in fondo non ho mai dato peso a tutte queste mancanze perchè avevo sempre qualche vizio o qualche distrazione che compensava il vuoto. Forse è per questo che non sento "il senso del nido" ma forse anche perchè la mia famiglia ho smesso di considerarla tale quando mia mamma ci ha portati via da papà.

Un fulmine è qualcosa di veloce, qualcosa che a malapena percepisci, qualcosa che dura un istante ma che lascia spesso conseguenze catastrofiche. Un fulmine può folgorarti, un fulmine non se va mai via senza lasciare un segno ed è come Mary Poppins: cambia il tempo quando arriva.

PS= Ho deciso che terrò un quadernetto dove scriverò in breve gli avvenimenti di ogni giorno. Sulla giornata di oggi scriverò: Pranzo col mio amore, giro in centro con lui, Alba e Edo. Poi è arrivato Giacomo. Serata a casa con mamma e gatto. Domani? Chissà. Que Sera Sera...

mercoledì 21 marzo 2007

A 320 km/h diretto senza fermate, nemmeno al cuore.

A volte ripenso alla mia vita prima dell'arrivo di Sergio. Ripenso a tutto, ma soprattutto penso all'incredibile velocità e al ritmo con cui vivevo le mie giornate. Ero come un treno sparato a velocità incredibili che non si fermava davanti a nulla. Un treno che non faceva fermate, un treno diretto chissà poi a quale strana destinazione. Viaggiavo senza pensieri concreti, alternando la mia vita tra camere da letto e nottate alcooliche nella speranza e con la voglia di correre sempre più veloce e più veloce ancora solo per la paura di non riuscire a frenare quel mondo che da fuori era così bello e divertente - perchè se freni iniziano i pensieri e i pensieri portano solo brutte prospettive e la voglia di apatia. Ed è per questo che non potevo permettermi di frenare. E allora ricominciavano i miei giri tra un letto e un altro, tra una risata ed una sigaretta, tra un drink ed un nuovo bacio e un nuovo letto. Tutto era apparentemente perfetto. Sesso, soldi, amici, discoteche, bere, fumare, guidare veloce, ma niente di tutto questo era per sempre e dentro di me lo sapevo. Vivevo con l'eterna speranza di non schiantarmi mai contro un muro, ed ero certo che non sarebbe mai successo perchè oltre alla speranza c'era la convinzione e la presunzione di avere tutto sotto controllo.
Mi sbagliavo, perchè prima o poi sarebbe arrivata la galleria da cui non sarei riuscito ad uscirne intatto. E così è stato. Sergio è stato il muro in fondo ad una galleria, un muro troppo spesso da abbattere (anche alla mia velocità), un muro che mi ha intrappolato ma che in fondo mi ha salvato. E quando un treno si schianta in galleria, poco ne rimane. Tante ferite e tante macerie anche per me, che nudo ed inerme sono rimasto di fronte a Sergio.
Finalmente libero e immobile, pronto a dare e a ricevere qualcosa che per la prima volta non si trattava di una parte del corpo e che andava al di là di una notte di piacere.
Ed è grazie a tutti questi pensieri e all'uomo che non sono più, che ora sto meglio con me stesso. Ora dormo meglio, mi sento amato e riesco ad amare qualcuno non solo per la sua facciata scultorea, perchè quella dopo la terza notte non ha più senso se non accompagnata da quel bello che c'è dentro.
Grazie Sergio per l'amore che mi dai in ogni attimo di noi e grazie per avermi insegnato come si fa. Ti Amo.

mercoledì 28 febbraio 2007

Titleless

Rieccomi quì seduto a scrivere dopo più di un mese dal mio ultimo post. Mi mancava questa sensazione, non mi ricordavo nemmeno come fosse ma mi piace forse più di prima forse perchè sono innamorato. Ebbene sì. AMO. Amo Sergio per quello che è, per la sua semplicità, per la sua innocenza, per il suo sguardo da sognatore. Lo amo per la sua purezza e per la sua fragilità. Ed è proprio con la sua innocenza, la sua purezza e la sua fragilità che compensa la mia persona. In qualche modo mi fa sentire un uomo migliore, un uomo che non sono mai stato, ma che tanto volevo essere nonostante non mi sia mai sforzato di esserlo e non abbia mai tentato di cambiare il corso delle cose.
E proprio stanotte, nella penombra della sua stanza, abbracciato stretto a lui, tra una coccola e un bacio mi sono fermato per dirgli quelle due paroline che hanno faticato giorni prima di uscire dalla mia bocca.
Non credo più alle favole. Non credo più al principe azzurro che ti viene a prendere a cavallo e nemmeno credo più all'amore eterno dei film, quello che ti spacca il cuore, quello che ti logora l'anima, quello violento che ti toglie il respiro ma che appunto vedo solo nei film. Mi accorgo di aver sempre avuto una visione infantile e poco reale dell'amore. Non esistono le farfalle nello stomaco, non esistono i baci strappalacrime sotto la pioggia e non esistono le corse all'aeroporto per andare ad implorare la persona che ami di non partire, improvvisando una dichiarazione d'amore proprio nell'istante in cui l'imbarco sta terminando. Troppi film visti immaginando e aspettando il mio momento.
Poi, più mi guardo intorno e più sento racconti osceni di coppie che io credevo perfette, racconti di coppie che da anni si giurano amore eterno, mi rendo conto che niente è perfetto come perfetto non è l'amore ma va bene così perchè il sentimento che mi lega a Sergio non brucia l'anima ma è bello, vale tanto e io lo chiamo amore.
Mi disilludo ma sono felice perchè so che la realtà è quella che vivo io e nella mia realtà sono innamorato di una persona che a sua volta mi ama e me lo dimostra.
Quindi stanotte ho preso coraggio, ho detto fanculo alle mie illusioni, ho iniziato ad aprire gli occhi e a vedere come veramente la realtà è. E in quella realtà ho visto Nicolò che si accorge di amare per la prima volta ed è pronto per dire "Ti Amo" a Sergio. E così è stato. L'ho detto.
Forse ho smesso di avere Saturno Contro.

lunedì 22 gennaio 2007

The Final Countdown/Manuale d'Amore

Ed eccomi quì, seduto sul divano con le gambe incrociate a guardare l'orologio e a contare le ore e i minuti che ancora separano me da Sergio. Ebbene sì, domani mattina all'alba partirà, sarà quì nel pomeriggio e io non sto più nella pelle. Ho bisogno che mi stringa come lui sa fare e che mi poggi la testa sulla spalla come faceva quella maledetta sera del primo gennaio sulla terrazzina del Gloss. Ho in mente un sacco di cose; voglio fargli conoscere la mia vita, voglio fargli conoscere Milano e quell'angolino bello là dietro che mi piace tanto, e anche quel muretto dove mi siedo sempre da solo a fumare una sigaretta e penso, voglio portarlo con me in motorino magari di notte e voglio ridere, voglio ridere con lui talmente tanto e talmente forte che mi farà male la pancia e mi scenderenno le lacrime dagl'occhi... Non vedo l'ora di rivedere quel sorriso...


Oggi sono andato al cinema con Albi. Abbiamo visto "Manuale d'Amore 2". Davvero un bel film, mi è piaciuto tanto e anche ad Alberto. Una bella colonna sonora, travolgente, una bella sceneggiatura e delle belle storie che mi hanno fatto sorridere e troppo spesso pensare se vero o no che tutti i tempi vengono. Sarà buffo o stupido, forse tutti e due, ma mentre il film andava io mi chiedevo chissà chi sarà mai la persona che sposerò...

lunedì 15 gennaio 2007

M.S.N.

Qual'è il limite oltre il quale non si può andare? Me lo chiedo spesso. Ecco, io quel limite l'ho passato e me ne pento perché sento come di aver bruciato qualche tappa e credo che ne brucerò ancora molte, è sempre stato così. Mi sono perso dei pezzi, ho sempre preferito passare al livello successivo come quando giocavo ai videogiochi, usavo trucchi e soluzioni per passare direttamente l'ultimo livello. E ora credo di essermi spinto troppo oltre con Sergio. Lo conosco da così poco, anzi non lo conosco ancora e già ci si scambiano promesse e paroloni che mi fanno paura ma che allo stesso momento mi innalzano a tre metri da terra. Tutto si sta rivelando troppo facile, troppo bello e io sono già al di là del limite.
Entro domenica Sergio si trasferirà a Milano e quello che voglio è solo stare con lui, voglio conoscerlo, voglio guardarlo negli occhi, voglio ridere e piangere con lui, voglio sentire che c'è. Voglio che mi prenda la mano e che appoggi la sua testa sulla mia spalla quando siamo al cinema, voglio essere orgoglioso di mostrarlo al mondo, voglio sentire il suo profumo, voglio fare l'amore con lui e voglio che mi stringa quando ne ho bisogno. Voglio troppe cose tutte insieme come sempre, devo imparare ad ottenere tutto più gradualmente ma quando sento la sua voce ogni freno va a puttane.

giovedì 4 gennaio 2007

My Boo

Finiscono le vacanze e si ritorna a casa. Bene o male è sempre così, solo che a volte è più difficile accettare che qualcosa di bello finisca o che comunque rimanga in sospeso in attesa di un nuovo giorno. Beh, il rientro a Milano di ieri è stato davvero difficile. Troppe le emozioni vissute in così pochi giorni, troppi i ricordi, troppi i fotogrammi impressi a fuoco nella mia mente. Tutto troppo ancora adesso ormai a due giorni di distanza dall’ultimo bacio di Sergio. Mi viene difficile cercare solo di rimettere insieme i pezzi di questi 4 giorni passati a Roma almeno adesso quando ancora il cuore batte forte e tutto il resto è ancora caldo. Sergio è l’unica cosa a cui riesco a pensare. Mi offusca la mente, mi annebbia la vista. Ogni più piccolo ricordo di lui e dei momenti passati insieme mi attraversa la memoria alla velocità di un treno e mi fa restare immobile con gli occhi di un bambino incredulo e inerme di fronte agli 880 km che ci separano. Ricordo come mi ha guardato la prima volta dall’altro lato della strada con occhi pieni di felicità e paura, ricordo il primo bacio e la prima stretta al cuore, in un tremore generale di gambe e mani. Ricordo il pomeriggio passeggiando da soli per mano tra le vie del centro di Roma, tra un gelato, un pezzo di pizza e le scale di un portone al 91 di non so più che vicolo proprio dietro la fontana di Trevi. Ricordo l’attesa del suo arrivo la notte di capodanno e la voglia irrefrenabile che entrambi avevamo di rincasare. Ricordo la prima notte dell’anno passata con Sergio, stretti l’uno all’altro, passata a baciarci, a stringerci, a coccolarci, a farci promesse e a confidarci i segreti più intimi, mentre la luce del giorno entrava dalla finestra, tra una foto e una sigaretta illuminati solo da una lampada rossa a forma di cuore e il dolce momento dell’addormentarsi stretti che senti ogni piccola mossa, ogni respiro e ogni gemito che ti fanno stare bene. Ricordo il giorno dopo com’era bello e dolce anche con i miei amici. Ricordo che sarei potuto restare ore immobile a fissarlo mentre articolava un discorso e nel modo in cui si muoveva nel farlo. Ricordo la cena tutti insieme e la serata triste al Gloss. Triste perché era l’ultima volta che saremo potuti stare insieme, l’ultima volta che avrei visto il suo sorriso e i suoi occhietti belli incantarsi insieme ai miei. E ricordo ieri, in viaggio tornando a Milano, ancora frastornato e stonato dal pensiero di essermi in un qualche modo legato a lui anche se non fisicamente, che fumavo senza sosta e ripensando alla mia vita per cercare di ricordare se in passato mi ero mai sentito così. La risposta è no e la cosa mi spaventa ma mi riempie di gioia allo stesso tempo. Tra tre settimane lo rivedrò e sinceramente non vedo l’ora di stringerlo e di rivedere quello sguardo che tanto mi piace.
----------------------------------------------------------------------------------
"Che per quegli occhi dolci posso solo stare male, e quelle labbra prenderle e poi baciarle al sole, perché so quanto fa male la mancanza di un sorriso, quando allontanandoci sparisce dal tuo viso e fa paura tanta paura, paura di star bene, di scegliere e sbagliare, ma ciò che mi fa stare, bene ora sei tu amore, e fuori è buio, ma ci sei tu amore, e fuori è buio."