Con la mente annebbiata e tremendamente lenta di ogni maledetta domenica ripenso al week end appena trascorso. Ho pensato anche all'anno che sta per finire. Ho provato a fare un piccolo bilancio di questo 2006 in dirittura d'arrivo. Forse l'anno più turbolento. L'anno che ha lasciato dentro di me i segni più indelebili. Talmente turbolento che le redini della mia vita per la prima volta mi erano sfuggite di mano. Mi ero arreso alla serie degli spiacevoli eventi che mi stavano capitando. Non facevo niente per rialzarmi. Avevo lasciato che ogni cosa avesse il suo corso, perché tutto era più grosso di me. Dentro di me ero convinto che prima o poi tutto si sarebbe fermato e che le redini sarebbero tornate da sole nelle mie mani. Così è successo, più o meno. L'importante è non abbassare mai la guardia! Se l'abbassi sei spacciato.
Dal mio bilancio sono nati una serie di "buoni propositi" per l'anno nuovo. Voglio che il 2007 sia diverso. Migliore. Devo solo capire quali sono gli ingredienti che rendono migliore un anno. Vorrei innamorarmi. Magari un piccolo amore mi darebbe una carica in più. La carica che mi serve per far partire il nuovo anno in modo grintoso.
Forse andrò a Roma a capodanno. Conoscerò Sergio.
"Io e le mie tante sere chiuse come chiudere un ombrello, col viso sopra al petto a leggermi i dolori ed i miei guai; ho camminato quelle vie che curvano seguendo il vento e dentro a un senso di inutilità... E fragile e violento mi son detto tu vedrai"
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